Le leguminose sono piante speciali, da molti punti di vista. Conosciamole meglio!
In un’epoca in cui la sostenibilità ambientale e il risparmio economico sono prioritari, riscoprire queste colture significa fare del bene al pianeta e al proprio portafoglio, riducendo la dipendenza dai concimi chimici.
È noto che, per crescere sane e rigogliose, tutte le piante (e ancor più quelle da orto) hanno bisogno di adeguate concimazioni nel corso dell’anno.
Vengono così apportate una serie di sostanze nutritive e ognuna possiede una funzione specifica: alla base di tutto c’è senza dubbio l’azoto, dal momento che svolge un ruolo fondamentale per la crescita stessa della pianta e per la formazione del fogliame.
Il fosforo, invece, è importante per la fase di fioritura e per ottenere frutti dalle ottime qualità organolettiche.
Il potassio, infine, aumenta la resistenza delle piante al freddo e ai parassiti.
Ma sapevi che le leguminose non hanno bisogno di essere concimate con l’azoto?
E non è tutto! Nella normale rotazione dell’orto, i terreni dove sono stati coltivati legumi risultano più ricchi di nutrienti.
Com’è possibile? La magia della simbiosi
Le leguminose sono del tutto autosufficienti per quanto riguarda l’azoto poiché riescono ad utilizzare l’azoto presente in abbondanza nell’aria e normalmente inutilizzabile da parte delle piante.
Un’abilità unica, frutto di un rapporto di simbiosi mutualistica con dei batteri cosiddetti “azotofissatori”, appartenenti principalmente al genere Rhizobium, in grado cioè di assorbire l’azoto atmosferico e di trasformarlo al fine di renderlo fruibile dalla pianta che li ospita e che, in cambio, gli fornisce gli zuccheri necessari alla sopravvivenza.
Se provate a sradicare una pianta di fave o fagioli, noterete sulle radici dei piccoli noduli rotondi: sono le “centraline” dove avviene questo straordinario processo biochimico.
Uno scambio, insomma, decisamente vantaggioso per entrambe le parti!
Una ricchezza inestimabile per il suolo e la salute
Con questo metodo, le leguminose ricevono una grande quantità di azoto e possono permettersi addirittura di accumulare l’eccesso nei semi, sotto forma di proteine.
Ecco perché i legumi ne sono così ricchi, al punto da costituire una valida alternativa alla carne.
Quando poi arrivano alla fine del loro ciclo, attraverso la decomposizione rilasciano ulteriore azoto nel terreno, arricchendolo e rendendolo praticamente già pronto ad ospitare nuove colture.
Per chi coltiva l’orto, una tecnica fondamentale da adottare è il sovescio: consiste nell’interrare la pianta di leguminosa (come il trifoglio, la veccia o il pisello da foraggio) nel momento della fioritura.
In questo modo, tutta la biomassa e l’azoto accumulato vengono ceduti direttamente al terreno, migliorandone anche la struttura fisica e la capacità di trattenere l’acqua.

Perché coltivarle oggi?
Oltre alla fertilità, le leguminose giocano un ruolo chiave nella biodiversità: i loro fiori sono tra i preferiti dalle api e dagli impollinatori.
Inoltre, inserire ceci, lenticchie o lupini nella propria dieta aiuta a ridurre l’impronta carbonica individuale, poiché la loro produzione richiede molta meno acqua e suolo rispetto alle proteine di origine animale.
Coltivare legumi, oggi, non è solo una scelta agronomica, ma un vero atto di consapevolezza ecologica.
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