Sporcarsi le mani fa bene: la scienza spiega il legame tra piante, terriccio e il batterio del buonumore

persona mentre sta rinvasando una pianta all'aperto

Per decenni, il beneficio psicologico del giardinaggio è stato attribuito esclusivamente a fattori esterni: l’esercizio fisico, la soddisfazione estetica o il contatto con l’aria aperta.

Tuttavia, una branca emergente della medicina nota come psiconeuroimmunologia sta rivelando che una parte significativa di questo benessere risiede letteralmente sotto le nostre unghie.

Il protagonista di questa scoperta è il Mycobacterium vaccae, un batterio saprofita innocuo che vive comunemente nel terreno, conosciuto anche come il batterio della felicità.

La ricerca suggerisce che l’esposizione a questo microrganismo possa agire sul nostro cervello con un’efficacia simile a quella dei farmaci antidepressivi.

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La scoperta accidentale di Mary O’Brien

La storia del “batterio del buonumore” inizia alla fine degli anni ’90 presso il Royal Marsden Hospital di Londra.

L’oncologa Mary O’Brien stava testando l’uso di un siero a base di M. vaccae per stimolare il sistema immunitario dei pazienti affetti da cancro ai polmoni.

Sebbene il trattamento non abbia curato il tumore, la dottoressa osservò un effetto collaterale sorprendente: i pazienti riportavano un miglioramento drastico della qualità della vita, una riduzione dell’ansia, un aumento delle funzioni cognitive e un senso diffuso di benessere emotivo.

Un'infografica che spiega come un batterio presente nel terriccio delle piante aiuti nell'aumento della serotonina

Come il Mycobacterium vaccae agisce sul cervello

Per capire il meccanismo biologico dietro questo fenomeno, il neuroscienziato Christopher Lowry e il suo team (allora all’Università di Bristol, oggi alla University of Colorado Boulder) hanno condotto esperimenti fondamentali pubblicati nel 2007.

Lo studio ha rivelato che il contatto con il Mycobacterium vaccae attiva un gruppo specifico di neuroni nel nucleo del rafe dorsale del cervello, l’area responsabile della produzione di serotonina.

La serotonina è il neurotrasmettitore che regola l’umore: bassi livelli sono associati a depressione e ansia.

L’esposizione al batterio stimola la sintesi di serotonina nella corteccia prefrontale, la zona del cervello che governa le risposte emotive e cognitive, producendo un effetto antidepressivo naturale.

Implicazioni per la salute mentale e il giardinaggio

Queste scoperte forniscono una solida base scientifica alla cosiddetta “Ipotesi dell’Igiene”.

Suggeriscono che la nostra eccessiva sterilizzazione degli ambienti domestici ci stia privando di microrganismi “amici” con cui ci siamo evoluti per millenni e che aiutano a regolare il nostro umore e il nostro sistema immunitario.

Prendersi cura delle piante o travasare un centrotavola natalizio senza guanti non è quindi solo un’attività ricreativa:

  1. Inalazione: Smuovere il terriccio rilascia il batterio nell’aria, permettendoci di inalarlo.

  2. Contatto cutaneo: Anche piccole abrasioni invisibili sulle mani permettono ai componenti batterici di interagire con il nostro sistema immunitario.

In un periodo ad alto stress come quello delle vacanze, “sporcarsi le mani” con la terra può essere considerato un vero e proprio trattamento di auto-aiuto neurochimico.

 

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