Fino a pochi anni fa la depavimentazione (o depaving) era considerata un’azione simbolica di nicchia, portata avanti da collettivi di cittadini e attivisti ambientalisti muniti di picconi per liberare piccoli cortili scolastici o aiuole di quartiere.
Oggi, sotto la spinta della Nature Restoration Law e dell’aumento delle temperature urbane, il depaving si e trasformato in uno strumento strutturale di pianificazione territoriale in diverse citta italiane.
Genova e la svolta nel Piano urbanistico comunale
Il capoluogo ligure ha segnato un primato nazionale integrando formalmente la depavimentazione all’interno del proprio Piano Urbanistico Comunale (PUC).
Come approfondito nelle analisi pubblicate sul portale di Resoil Foundation, il Comune di Genova ha riconosciuto il suolo permeabile non come un semplice elemento decorativo, ma come un’infrastruttura climatica strategica.
Tra le misure piu innovative introdotte dalla delibera genovese figurano:
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Incentivi e sgravi fiscali per i privati: la possibilita per i soggetti privati di destinare gli oneri di urbanizzazione a interventi di de-impermeabilizzazione, a patto di curare la manutenzione del verde per i successivi dieci anni.
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Progetti pilota nei quartieri industriali: come l’intervento di riconversione nell’area di Cornigliano sul sito degli ex gasometri e la partecipazione al progetto “Biofear” per rinaturalizzare cortili scolastici ed aree gioco.
Milano e il Piano Aria e Clima: 27 nuove aree verdi
A Milano la depavimentazione e coordinata dalle linee guida del Piano Aria Clima con l’obiettivo di ridurre le superfici asfaltate in favore di pavimentazioni drenanti ed essenze arboree.
Come documentato nelle schede ufficiali del Comune di Milano, l’amministrazione ha gia realizzato importanti cantieri e individuato 27 nuove aree d’intervento.
Tra i casi piu emblematici di riqualificazione figurano:
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Via Guido da Velate (Niguarda): un ex parcheggio asfaltato soggetto a degrado e stato depavimentato e dotato di vasche sotterranee per il drenaggio sostenibile delle acque di seconda pioggia, con l’inserimento di percorsi in calcestruzzo drenante e nuove alberature.
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Via Brunacci e via Torricelli (Navigli): la desigillatura dell’asfalto davanti a un plesso scolastico ha permesso di realizzare una piazzetta pedonale ombreggiata, riducendo l’effetto isola di calore e migliorando la sicurezza della mobilita pedonale.
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Piazza Imperatore Tito e viale Giovanni da Cermenate: interventi focalizzati sull’eliminazione delle superfici impermeabili inutilizzate lungo i parterre stradali per restituire permeabilita al terreno.
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Le esperienze di Firenze, Monza e Bologna
La diffusione delle pratiche di desigillatura interessa un numero crescente di amministrazioni locali, come evidenziato dalle rassegne dedicate alle strategie urbane su Edilportale:
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Firenze: con oltre 8.000 metri quadrati di superfici asfaltate gia rimosse all’interno di giardini pubblici e complessi scolastici (come l’Istituto Gramsci all’Isolotto), il capoluogo toscano punta a sostituire il cemento con superfici prative e piantumazioni di alberi autoctoni.
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Monza: l’amministrazione ha approvato un piano di depavimentazione mirato su cinque snodi viari (tra cui via Molise, via Liberta e via Borgazzi) per eliminare corsie di asfalto sovradimensionate e trasformarle in fasce vegetate filtranti.
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Bologna: attraverso la strategia “Bologna Verde”, la citta sta applicando la desigillatura per integrare giardini della pioggia (rain gardens) lungo le principali direttrici del traffico urbano.
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Le resistenze dei Comuni e le pressioni sul Piano di ripristino della natura
Nonostante i progressi e l’impegno di diverse amministrazioni, il percorso d’attuazione delle politiche europee sulla rinaturalizzazione incontra forti resistenze a livello locale.
Come evidenziato in un recente approfondimento de La Notizia Giornale, un numero consistente di Comuni sta chiedendo la cancellazione di ben undici misure previste dal Piano di ripristino della natura dell’Unione Europea, nel tentativo di allentare i vincoli ambientali prescritti e rendere più flessibili gli obblighi di intervento sul territorio.
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I benefici misurabili: temperatura e gestione idrica
I progetti avviati nei comuni italiani confermano la concretezza dei benefici derivanti dalla depavimentazione:
Abbattimento delle temperature al suolo
Durante le ondate di calore estive, l’asfalto puo raggiungere temperature superficiali superiori ai 50 °C.
La sua sostituzione con manto erboso o piantumazioni riduce la temperatura dell’aria circostante di diversi gradi grazie alla traspirazione vegetale.
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Prevenzione del rischio idraulico
Permettere all’acqua piovana di infiltrarsi direttamente nel sottosuolo riduce i picchi di piena nelle reti fognarie cittadine, trasformando il terreno urbano in una “spugna” naturale.

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