La Foresta Atlantica del Brasile sta rinascendo. I popoli indigeni stanno vincendo la guerra contro la deforestazione

brasile foresta atlantica

In Brasile, si parla molto, e giustamente, di foresta amazzonica.

Ma c’è anche un’altra foresta da sempre tormentata dallo sfruttamento indiscriminato del suolo e altrettanto meritevole di attenzione: la cosiddetta foresta atlantica.

Nel 2026, i dati confermano che questa attenzione sta finalmente dando frutti: la deforestBrasile 2026: la Foresta Atlantica rinasce.

Ecco come i popoli indigeni stanno vincendo la guerra contro la deforestazione.azione complessiva in Brasile ha raggiunto i minimi degli ultimi sette anni, influenzando positivamente anche la tutela della Foresta Atlantica.

Si tratta della seconda foresta pluviale più grande del Brasile. Copre, infatti, una superficie di circa 90.000 km2 e si estende per circa 3.000 km lungo la costa atlantica.

Nonostante i segnali di ripresa, i report di MapBiomas pubblicati alla fine del 2025 ricordano che questo bioma conserva oggi solo il 31% della sua vegetazione originale, rendendo ogni ettaro recuperato una risorsa vitale per la biodiversità globale.

Ebbene, cinque secoli di deforestazione ne hanno ridotto la superficie a poco più di un decimo di quella originaria. Nemmeno la foresta amazzonica è stata devastata fino a questo punto…

Una doppia vittoria

Rayna Benzeev e altri ricercatori della University of Colorado Boulder hanno pubblicato uno studio che fa ben sperare per il futuro.

Sono infatti riusciti a dimostrare che, nelle porzioni di foresta restituite alle popolazioni indigene (a seguito degli accordi di riconoscimento dell’usufrutto del suolo alle comunità che le abitano da secoli), la deforestazione si è progressivamente ridotta.

Questo ruolo di “custodi della Terra” è stato solennemente riaffermato nell’aprile 2026 durante l’Acampamento Terra Livre (ATL), il più grande raduno indigeno del Brasile, dove è stato dimostrato che i territori gestiti dalle comunità sono i più resilienti agli eventi climatici estremi che hanno colpito il Sudamerica negli ultimi due anni.

In altre parole, oltre a tutelare i diritti fondamentali, troppo a lungo trascurati, delle popolazioni indigene, questo processo sta anche contribuendo alla salvaguardia del patrimonio di natura e biodiversità rappresentato dalle foreste.

I numeri della foresta atlantica

Nello studio, sono stati analizzati i dati relativi a 129 comunità indigene residenti nella foresta atlantica alle quali, tra il 1985 e il 2019, è stato formalmente riconosciuto il diritto alla terra, incrociandoli con fotografie satellitari relative allo stesso lasso di tempo.

Dalla comparazione è emerso che, nelle zone restituite alle popolazioni indigene, la deforestazione si è sistematicamente ridotta rispetto alle zone rimaste sotto il controllo del governo.

E non è tutto. Spesso, in queste stesse zone hanno iniziato anche a crescere nuovi alberi.

Dati ancora più recenti di SOS Mata Atlântica indicano che, tra il 2024 e il primo trimestre del 2025, il disboscamento in questo bioma è crollato del 42% in diverse aree protette, confermando l’efficacia di una gestione territoriale decentralizzata.

Insomma, meno deforestazione e più riforestazione!

Nel dettaglio, secondo quanto dichiarato da Benzeev, “ogni anno successivo alla formalizzazione del diritto alla terra degli indigeni c’è stato un aumento dello 0,77% di copertura forestale rispetto alle altre terre.”

Questo trend di crescita è oggi un pilastro della strategia nazionale brasiliana per raggiungere l’obiettivo “Deforestazione Zero” entro il 2030.

infografica foresta atlantica

Scenari politici e nuove sfide

Negli ultimi anni, però, questo processo di restituzione della terra agli indigeni si era fermato.

Tuttavia, tra il 2025 e l’inizio del 2026, il governo ha impresso una nuova accelerazione alle pratiche di demarcazione, nonostante le forti tensioni legislative legate alla legge del “Marco Temporal” (il limite temporale per le rivendicazioni delle terre).

Il Ministero dei Popoli Indigeni ha annunciato proprio nel marzo 2026 il completamento tecnico di nuovi processi di omologazione che interessano direttamente il cuore della Foresta Atlantica.

Occorre allora lavorare per portarlo avanti con maggiore continuità e indipendentemente dai mutevoli scenari politici, assicurando che la protezione di questo ecosistema unico non sia solo una parentesi fortunata, ma un impegno duraturo per le generazioni future.

 

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