Coffea Stenophylla: il “Caffè Perduto” che salverà le nostre tazzine dal cambiamento climatico?

Pianta di Coffea Stenophylla con bacche

Una delle bevande più amate, in Italia e nel mondo: fondamentale a colazione per iniziare bene la giornata e per molti immancabile anche a conclusione di un pasto…

Stiamo parlando, naturalmente, del caffè!

Esiste un gran numero di varietà di caffè, ma a farla da padrone sul mercato sono soltanto due: la varietà arabica costituisce infatti il 56% della produzione mondiale e la varietà robusta il 43%.

Negli ultimi anni, tuttavia, questa egemonia è stata scossa da una crisi senza precedenti: tra il 2024 e il 2025, i prezzi del caffè hanno raggiunto massimi storici a causa di shock climatici in Brasile e Vietnam, rendendo la ricerca di alternative resistenti non più solo un auspicio scientifico, ma una necessità economica globale.

Insieme coprono quindi attualmente il 99% dei consumi totali, ma questa situazione sembra destinata a cambiare, a causa dei cambiamenti climatici.

Nuove minacce

La varietà arabica, in particolare, è considerata la più pregiata per caratteristiche organolettiche e aroma.

Oltre ad essere pregiata, però, è anche piuttosto delicata: è suscettibile infatti al progressivo aumento delle temperature e a un particolare fungo (noto come ruggine del caffè) che ultimamente sta mettendo a dura prova le piantagioni di caffè in Centro e Sud America.

La varietà robusta è un po’ più resistente, ma, come detto, è considerata qualitativamente inferiore rispetto all’arabica.

Il problema è che nemmeno la robusta è più al sicuro: le siccità estreme del 2024 nel sud-est asiatico hanno dimostrato che anche le varietà più coriacee hanno un punto di rottura.

Cosa accadrà allora in futuro al nostro caffè, messo così a dura prova dai cambiamenti climatici?

Una risposta potrebbe arrivare da uno studio pubblicato su Nature Plants e frutto di una collaborazione tra alcuni scienziati dei Royal Botanical Gardens, dell’Università di Greenwich, del CIRAD (centro di ricerca francese) e della Sierra Leone.

infografica Coffea Stenophylla

Un caffè dimenticato da tempo

Si tratta della stenophylla: una varietà endemica di Guinea, Costa d’Avorio e Sierra Leone che non si vedeva in natura addirittura dagli anni ’50.

Nel 2018, però, due degli scienziati coinvolti nello studio (Davis e Haggar) si sono recati in Sierra Leone con l’obiettivo di trovare alcuni esemplari di questa pianta praticamente dimenticata. Hanno così potuto analizzarla, facendo delle scoperte a dir poco interessanti.

È infatti emerso che prospera in condizioni simili a quelle della varietà robusta e a temperature superiori sia a quelle dell’arabica (ben 6° in più) che della stessa robusta (quasi 2° in più), con una media annuale di 24.9°.

E non è tutto. Sembra sia molto resistente alla siccità, anche se su questo saranno necessari ulteriori studi.

Ricerche genetiche condotte all’inizio del 2025 hanno confermato che la stenophylla possiede una diversità fenotipica unica, che la rende una base perfetta per futuri programmi di breeding volti a creare varietà di caffè “iper-adattabili”.

Siamo allora di fronte a una varietà in grado di gestire bene i cambiamenti climatici e che potrebbe tornare decisamente utile in futuro.

Ma siamo anche di fronte a un buon caffè?

Non dobbiamo infatti dimenticarci che elementi imprescindibili nella valutazione di una varietà di caffè sono la qualità del prodotto finale e la resa al momento dell’assaggio.

Nell’estate del 2020, allora, un gruppo di esperti è stato chiamato a Londra per una prova di assaggio e la varietà stenophylla della Sierra Leone si è aggiudicata un punteggio (basato sui protocolli della Specialty Coffee Association) di 80.25.

Per guadagnarsi il titolo di specialità (attualmente concesso solo all’arabica) bisogna ottenere un punteggio superiore a 80. Il risultato conseguito da questo piccolo campione di stenophylla è quindi piuttosto sorprendente.

Un secondo esame, più ampio e articolato, è stato poi effettuato a Montpellier sulla medesima varietà, proveniente però stavolta dalla Costa d’Avorio.

Anche qui il risultato è stato ottimo: i giudici hanno addirittura pensato, dopo un assaggio al buio, che il caffè in questione fosse una varietà di arabica, confermandone quindi le ottime qualità organolettiche.

Analisi chimiche avanzate hanno recentemente svelato il segreto di questo sapore: la stenophylla condivide con l’arabica profili simili di saccarosio e acidi citrici.

Inoltre, contiene teacrina, un raro stimolante che non solo offre una spinta energetica diversa, ma funge da “impronta digitale” naturale contro le contraffazioni alimentari.

Prossimi passi

Attualmente, la Coffea stenophylla in natura è considerata a rischio sopravvivenza, per cui sarà necessario compiere ogni sforzo per salvaguardarla.

Al tempo stesso, occorreranno ulteriori studi per valutarne più approfonditamente le caratteristiche, sia in termini di coltivazione in differenti condizioni climatiche sia in termini di effettivo potenziale per una futura commercializzazione.

La buona notizia è che la fase sperimentale è già avanzata: in Sierra Leone è stato avviato un progetto pilota su oltre 20 ettari per testare la produzione su scala commerciale.

Sebbene non sia ancora disponibile al supermercato, gli esperti prevedono che la stenophylla potrebbe debuttare come prodotto di nicchia “specialty” entro la fine del 2026, offrendo ai consumatori una scelta etica, resiliente e dal gusto superiore.

 

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