Perché le piante “vanno a dormire”? Il fascino segreto della Nictinastia

Mimosa pudica fenomeno Nictinastia

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Ti è mai capitato di osservare una pianta di trifoglio o una “pianta della preghiera” (Maranta) al calare del sole?

Se lo hai fatto, avrai notato un fenomeno quasi magico: le foglie si ripiegano verso l’alto o verso il basso, come se la pianta si stesse preparando per il sonno notturno.

Questo fenomeno non è frutto del caso, ma un sofisticato meccanismo biologico chiamato Nictinastia.

Cos’è la Nictinastia?

Il termine nictinastia deriva dal greco nux (notte) e nastos (premere/chiudere).

Si tratta di un movimento ritmico delle piante che avviene in risposta all’alternanza tra luce e oscurità.

A differenza dei movimenti di crescita, che sono permanenti, la nictinastia è un movimento reversibile legato ai ritmi circadiani, l’orologio biologico interno che le piante condividono con gli esseri umani.

Il “motore” delle foglie: come si muovono le piante?

Molti si chiedono come faccia un organismo senza muscoli a muovere le proprie parti in modo così coordinato.

Il segreto risiede nei pulvini, piccoli rigonfiamenti alla base delle foglie o dei piccioli che agiscono come vere e proprie articolazioni idrauliche.

Il movimento è generato da variazioni della pressione di turgore:

  1. Di giorno: Le cellule del pulvino si riempiono d’acqua (grazie allo spostamento di ioni potassio), diventando turgide e mantenendo la foglia tesa per catturare la luce.

  2. Di notte: L’acqua esce dalle cellule, la pressione cala e la foglia si ripiega su se stessa.

Perché le piante “vanno a dormire”? I vantaggi evolutivi

La natura non fa nulla per caso.

Sebbene gli scienziati stiano ancora dibattendo su tutte le possibili ragioni, le ipotesi più accreditate sui vantaggi della nictinastia sono tre:

  • Protezione dal freddo: Chiudendo le foglie, la pianta riduce la superficie esposta, conservando meglio il calore interno e proteggendosi dalla rugiada notturna.

  • Difesa dagli erbivori: Una pianta con le foglie ripiegate è meno visibile o meno “invitante” per gli insetti e gli animali notturni che potrebbero mangiarla.

  • Gestione della luce: Alcuni studiosi ipotizzano che questo movimento serva a evitare che la luce lunare interferisca con la percezione della durata della notte, fondamentale per regolare la fioritura.

Esempi famosi: quali piante osservare

Se vuoi vedere la nictinastia in azione, non serve andare in una foresta tropicale. Molte piante comuni mostrano questo comportamento:

  1. Trifoglio (Trifolium): Le tre foglioline si chiudono a ombrello non appena il sole tramonta.

  2. Maranta (Pianta della preghiera): È l’esempio domestico più celebre; le sue foglie si ergono verticalmente di notte, simili a mani giunte.

  3. Mimosa pudica: Nota per chiudersi al tocco (tigmonastia), mostra anche chiari movimenti nictinastici durante la notte.

  4. Robinia pseudoacacia: Un albero molto comune i cui rami sembrano quasi “appassire” visibilmente ogni sera.

Infografica Nictinastia

La vita silenziosa delle piante

La nictinastia ci ricorda che le piante non sono oggetti statici che arredano il nostro mondo, ma organismi complessi e dinamici, capaci di percepire l’ambiente circostante e reagire ad esso in modi sorprendenti.

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La prossima volta che rientri a casa al tramonto, dai un’occhiata alle tue piante sul balcone o in giardino: potresti scoprire che, proprio come te, anche loro si stanno preparando per una meritata notte di riposo.

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