Un trasloco eccezionale ha salvato l’ultima popolazione milanese di Cerambice della quercia, un coleottero protetto a livello europeo ma minacciato dall’espansione urbana.
Un intero tronco monumentale è stato trasferito per preservare l’habitat della specie.
Un salvataggio storico per la biodiversità di Milano
La tutela della biodiversità urbana richiede a volte azioni fuori dal comune.
Una di queste si è appena conclusa alla periferia di Milano, dove un’operazione scientifica e logistica di alta precisione ha permesso di mettere in salvo l’ultima popolazione locale di Cerambyx cerdo, comunemente noto come cerambice della quercia.
L’insetto, un coleottero xilofago (che si nutre di legno) di grandi dimensioni, rischiava di scomparire per sempre dal capoluogo lombardo a causa della necessaria rimozione di una vecchia quercia morta situata nei terreni dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Grazie alla mobilitazione di un gruppo di ricerca interdisciplinare, l’intero albero-habitat è stato trasportato in un’area protetta fuori città.
Perché il cerambice rischiava l’estinzione locale
Il Cerambyx cerdo è una specie protetta dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea, considerata in forte declino in tutto il continente.
La sua sopravvivenza è legata a un ecosistema molto specifico: le grandi querce mature o senescenti che presentano porzioni di legno marcescente o morto.
Le larve di questo coleottero si sviluppano infatti all’interno dei tronchi per diversi anni, nutrendosi del legno prima di compiere la metamorfosi e sfarfallare come adulti.
Nelle città e nelle aree antropizzate, la gestione del verde pubblico e privato tende a rimuovere tempestivamente gli alberi vecchi o malati per motivi di sicurezza stradale e incolumità pubblica.
Questa pratica biologica, pur comprensibile sul piano della sicurezza, priva specie come il cerambice della quercia della loro unica casa.
Quando la quercia del San Raffaele, monitorata da oltre due anni dai ricercatori, è giunta al termine del suo ciclo vitale, la sua imminente rimozione avrebbe significato lo sterminio totale delle larve ospitate al suo interno.
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I dettagli del trasferimento
Per evitare la perdita di questo nucleo isolato, il gruppo di ricerca BioTreeversity dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha pianificato una complessa operazione di traslocazione ecologica.
Il progetto ha visto la collaborazione tra scienziati, esperti di gestione forestale e istituzioni private:
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Coordinamento scientifico:l’intervento è stato guidato da Claudia Canedoli ed Emilio Padoa-Schioppa dell’Università di Milano-Bicocca, insieme a Elisa Cardarelli dell’Università di Pavia.
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Competenze tecniche:l’arboricoltore professionista Davide Corengia della società VerticalVerde ha curato la valutazione di stabilità e lo smontaggio in sicurezza del tronco senza danneggiare le gallerie larvali interne.
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Finanziamenti e logistica:l’iniziativa è stata sostenuta dal contributo economico di Fondazione Cariplo, che ha coperto i costi logistici del trasporto eccezionale, e dalla Foundation Maisons du Monde.
L’operazione non ha richiesto solo sforzi fisici, ma anche un complesso iter burocratico.
Per spostare una specie protetta è stata necessaria una segnalazione formale alla Regione Lombardia e un’autorizzazione in deroga rilasciata direttamente dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE), previo parere favorevole dell’ISPRA.
La nuova casa nel Parco dei Mughetti
Il tronco monumentale e gli insetti sopravvissuti sono stati trasportati presso il PLIS Parco dei Mughetti, un’area naturale protetta a nord-ovest di Milano che vanta una presenza significativa di querceti maturi.
I responsabili del parco hanno assunto ufficialmente la custodia del legno, impegnandosi a lasciarlo in situ per tutto il tempo necessario al completamento del ciclo biologico delle larve.
Nei prossimi mesi e anni, il team di BioTreeversity continuerà a monitorare l’albero per studiare lo sfarfallamento dei nuovi adulti e verificare se questi saranno in grado di colonizzare i vicini alberi senescenti del parco, garantendo la nascita di una nuova colonia stabile e lontana dai pericoli della città.
Questo intervento rappresenta un precedente importante per la gestione del verde urbano in Italia, dimostrando che la conservazione della biodiversità può convivere con le esigenze di sicurezza urbana attraverso la creazione e lo spostamento controllato degli alberi-habitat.
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