Addio a Major Oak, la millenaria quercia di Sherwood legata al mito di Robin Hood

Major Oak foresta Sherwood

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La foresta di Sherwood ha perso il suo simbolo più iconico e antico.

La celebre Major Oak, una maestosa quercia con oltre mille anni di storia, è stata dichiarata ufficialmente morta dagli esperti della Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l’organizzazione britannica che gestisce la riserva naturale.

Come riportato dalla BBC, l’albero monumentale non ha mostrato alcun segno di ripresa vegetativa, restando completamente privo di foglie nuove al termine della primavera.

La notizia, diffusa in Italia dal quotidiano Il Post, segna la fine di un’era per uno dei monumenti naturali più famosi d’Europa.

Con una circonferenza del tronco che supera i dieci metri, la quercia maggiore era considerata il cuore pulsante delle storie popolari britanniche: la tradizione voleva infatti che l’eroe leggendario Robin Hood e la sua banda di fuorilegge usassero la cavità del suo enorme tronco come rifugio per nascondersi dallo sceriffo di Nottingham.

Un declino accelerato da turismo, clima e interventi umani

Il deterioramento dell’albero era monitorato da tempo.

Come documentato in un approfondimento storico del sito Flickering Lamps, già alla fine del Settecento l’antiquario Hayman Rooke definiva la quercia come una «maestosa rovina».

Negli ultimi anni il declino ha subìto una brusca accelerazione, complici le dinamiche ambientali globali e locali.

Secondo i tecnici della tutela forestale citati dal The Telegraph, tre fattori principali hanno decretato la morte dell’albero:

  • il cambiamento climatico, che ha colpito la regione con cinque estati consecutive caratterizzate da temperature record e prolungati periodi di siccità;

  • il compattamento del terreno causato dai milioni di visitatori che, camminando per decenni a ridosso del tronco prima dell’installazione delle barriere protettive negli anni Settanta, hanno reso il suolo impermeabile impedendo alle radici di assorbire acqua, ossigeno e sostanze nutritive essenziali;

  • gli stessi interventi strutturali di sostegno realizzati nel corso del Novecento, come catene, tiranti e imbracature metalliche, che pur essendo mossa da buone intenzioni hanno finito per danneggiare la naturale biomeccanica della pianta.

Le indagini condotte sugli strati sotterranei hanno rivelato un apparato radicale completamente isolato dall’ecosistema circostante, ormai incapace di sostenere la monumentale chioma.

Il futuro del monumento naturale e le sue copie biologiche

La fine del ciclo vitale della Major Oak non coinciderà con la sua rimozione.

La RSPB ha confermato che la struttura lignea dell’albero verrà lasciata intatta all’interno della foresta di Sherwood: fungerà da monumento storico per i turisti e continuerà a svolgere un ruolo ecologico cruciale, offrendo un habitat ideale a insetti, uccelli e funghi della fauna selvatica.

La memoria genetica della quercia è comunque salvaguardata.

Nei primi anni Duemila, prima che il deperimento diventasse irreversibile, alcuni scienziati hanno prelevato ghiande e talee dall’albero millenario.

I cloni coltivati con successo sono stati piantati in diverse parti del mondo, creando una rete di discendenti biologici.

Uno di questi giovani esemplari cresce nel giardino privato della celebre attrice britannica Judi Dench, nota ambasciatrice dell’ente di protezione ambientale Woodland Trust.

infografica major oak Sherwood

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