Il ritorno del bisonte in Europa: i vantaggi per l’ecosistema

Bisonti europei sulla neve

Il bisonte è il più grande mammifero terrestre selvatico d’Europa.

Un tempo molto diffuso, è progressivamente scomparso in natura al punto che, nei primi anni del secolo scorso, era possibile vederlo solo in cattività. 

I primi tentativi di reintroduzione risalgono al secondo dopoguerra e hanno riguardato piccoli numeri in territori circoscritti. 

Negli ultimi anni, gli sforzi di conservazione e riproduzione si sono moltiplicati e gli effetti iniziano a vedersi: nel 2003, si contavano 1.800 bisonti selvatici che oggi sono diventati più del triplo (6.200) tra Polonia, Russia e Bielorussia. 

È passato così dallo status di specie in pericolo a quello di specie vulnerabile.

La ripresa della specie continua a ritmi eccezionali.

Secondo i dati più recenti del 2024 (riferiti al censimento 2023 dell’European Bison Conservation Center), la popolazione globale ha superato i 10.500 esemplari, di cui circa 8.200 vivono in branchi liberi in natura.

Bisonti a spasso nel Regno Unito

E non è finita qui!

Il Wilder Blean Project, attualmente in corso, prevede di reintrodurre il bisonte anche nel Regno Unito, dove manca in natura da ben 6.000 anni.

Teatro dell’esperimento sono le campagne del Kent: per il momento, sono stati liberati tre bisonti femmine alle quali, prossimamente, verrà affiancato un maschio. 

L’obiettivo è di arrivare ad un totale di 10 bisonti e di verificare la loro capacità di migliorare lo stato di salute dell’ecosistema.

A fine 2022, il progetto ha vissuto un momento storico: una delle femmine ha dato alla luce una piccola, la prima nata in natura nel Regno Unito dopo millenni. Poco dopo è arrivato anche il maschio dalla Germania.

Nel 2024, il gruppo è cresciuto ulteriormente con la nascita di un secondo cucciolo, confermando che l’habitat del Kent è ideale per la specie.

Vantaggi per tutti

Nutrendosi di una grande quantità di vegetazione, il bisonte è in grado di aprire varchi all’interno delle foreste più fitte e di far penetrare più luce.

Inoltre, percorre molti chilometri al giorno disperdendo un gran numero di semi lungo il cammino attraverso le feci.

In questo modo, aiuta le piantine più giovani, gli insetti, gli uccelli, i rettili a prosperare…e aumenta i livelli di biodiversità del territorio.

Le prime osservazioni del Wilder Blean Project confermano che i bisonti stanno già creando “corridoi di luce” abbattendo piccoli alberi, permettendo a nuove specie di piante e farfalle di colonizzare aree precedentemente troppo ombrose.

Anche l’uomo ha da guadagnarci: l’attività di disboscamento compiuta gratuitamente dai bisonti avrebbe infatti un costo significativo.

E la loro presenza contribuisce a richiamare il cosiddetto ecoturismo.

Presto anche in Spagna?

Un progetto simile è stato proposto dal Centro europeo del bisonte in Spagna, con l’obiettivo di reintrodurre il bisonte in alcune zone del paese dopo oltre 10.000 anni.

Oltre ai vantaggi precedentemente sottolineati, gli esperti del Centro ritengono che potrebbero essere di aiuto anche per la prevenzione degli incendi, sempre più frequenti e più difficili da arginare per le alte temperature dovute al cambiamento climatico.

Al momento, comunque, tutti i bisonti spagnoli si trovano all’interno di parchi nazionali o in territori privati e non sono quindi ancora stati rilasciati in natura.

Nel corso del 2023 e 2024, la popolazione spagnola di bisonti è cresciuta fino a superare i 180 esemplari distribuiti in diversi centri.

In Andalusia e Castiglia e León, i ricercatori stanno monitorando come il pascolo di questi giganti riduca erba secca e arbusti, creando barriere naturali contro le fiamme.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo sui social!