Dopo aver parlato dei falchi pellegrini, oggi vogliamo andare alla scoperta di un altro rapace davvero affascinante: l’aquila dalla testa bianca.
Ammirata per il suo aspetto nobile e fiero, è l’uccello nazionale degli Stati Uniti d’America e fa bella mostra di sé sullo stemma.
Ma forse non tutti sanno che, per lungo tempo, ha rischiato persino l’estinzione…
Un passato difficile
In passato, queste aquile vennero ingiustamente accusate di predare gli agnelli (evento in realtà piuttosto raro) o addirittura i bambini e per questo furono oggetto di caccia sfrenata.
Nella metà del XX secolo, inoltre, vennero messe a dura prova dal massiccio utilizzo di DDT.
Si tratta di un terribile pesticida che interferisce con l’assorbimento di calcio, rendendo le aquile sterili o incapaci di deporre uova sane: spesso, infatti, il guscio risultava troppo sottile e quindi inadatto a sostenere il peso della madre per la durata della cova.
Si dovette aspettare il 1940 perché il Bald and Golden Eagle Protection Act venisse approvato dal Congresso proibendo ufficialmente la caccia di aquile dalla testa bianca e aquile reali. Ancora più significativa fu, nel 1972, la messa al bando del DDT.
Da allora, è iniziata la grandissima ripresa della specie. Oggi, l’aquila dalla testa bianca è ampiamente diffusa in Stati Uniti e Canada, soprattutto nei pressi dei grandi corsi d’acqua, e non è più considerata a rischio.
Secondo i dati più recenti del U.S. Fish & Wildlife Service, la popolazione è quadruplicata dal 2009, raggiungendo oltre 316.000 esemplari.
Anzi, è così diffusa da aver fatto capolino, ultimamente, persino in città!

Nuove frontiere per l’aquila dalla testa bianca?
Il New York Times racconta infatti l’incredibile storia di Rover e delle sue scorribande a Central Park.
Una storia che, in realtà, comincia nel 2016 a New Haven (Connecticut): qui, una coppia di aquile fece il nido in prossimità di una strada affollata con grande sorpresa degli abitanti. E si trovarono così bene da rimanervi stabilmente, deponendo le uova anno dopo anno.
Tra i loro figli c’è proprio Rover. Nato nel 2018 e identificato per mezzo di un anello di metallo intorno alla zampetta, due anni dopo è stato avvistato per la prima volta tra gli alberi del cimitero di Brooklyn.
Uno spettacolo a dir poco insolito. E non era finita lì.
Da qualche settimana, infatti, sembra aver eletto addirittura Central Park come sua nuova dimora.
Esiste anche un video che lo immortala intento ad afferrare al volo un gabbiano sotto lo sguardo incredulo dei passanti.
Puoi vedere lo straordinario filmato della cattura in questo servizio di Time Out.
I rapaci sono animali che si adattano facilmente a diversi contesti e che si nutrono praticamente di qualunque cosa. La loro presenza in città potrebbe dunque diventare una consuetudine nel prossimo futuro.
Purtroppo, la storia di Rover ha avuto un epilogo tragico: nel febbraio 2024, la celebre aquila è morta dopo essere stata colpita da un veicolo sulla West Side Highway mentre cercava cibo.
Nonostante questa perdita, l’eredità di Rover continua: gli avvistamenti di nidi sono in aumento in tutta la metropoli.
Oggi si contano coppie nidificanti stabili a Staten Island (Mount Loretto) e nel Bronx, a testimonianza di come i cieli di New York siano diventati una nuova casa sicura per questi giganti dell’aria.
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