Piano nazionale di ripristino della natura: un’opportunita strategica per ambiente, economia e turismo

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Il 2026 rappresenta un anno di svolta per le politiche ambientali dell’Unione Europea e dell’Italia.

Con l’entrata in vigore della Nature Restoration Law, approvata nel giugno 2024, gli Stati membri sono chiamati a compiere un salto di qualita: non e piu sufficiente tutelare le aree naturali ancora integre, ma occorre ripristinare attivamente gli ecosistemi gia degradati.

In Italia, il percorso che dovra portare alla definizione del Piano nazionale di ripristino (PNR) e entrato nel vivo.

Il ministero competente ha avviato la consultazione pubblica, momento fondamentale per raccogliere osservazioni e proposte da parte di enti locali, comunita scientifica, associazioni e cittadini.

Cos’e la Nature Restoration Law e quali sono i target europei

La Nature Restoration Law stabilisce obiettivi vincolanti e scadenze precise per il recupero della biodiversita:

  • Entro il 2030: sottoporre a interventi di ripristino almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’Unione Europea.

  • Entro il 2050: estendere le azioni di recupero a tutti gli ecosistemi che necessitano di interventi di rinaturalizzazione.

Non si tratta soltanto di proteggere riserve o parchi gia esistenti, ma di rigenerare fiumi, aree umide, foreste, coste e contesti urbani.

Per l’Italia, la scadenza istituzionale piu ravvicinata e quella del 1° settembre 2026, data entro cui la prima bozza del Piano nazionale di ripristino dovra essere trasmessa alla Commissione Europea.

Il valore economico e sociale della natura da ripristinare

Ripristinare la natura non rappresenta un mero costo di gestione ambientalista, ma un investimento ad alto rendimento socio-economico per l’intero Paese. Gli ecosistemi in salute erogano servizi ecosistemici fondamentali la cui perdita genera costi sproporzionati per la collettivita.

Secondo i dati citati nelle analisi sul Piano nazionale di ripristino, l’apporto economico dei servizi ecosistemici in Italia ha valori rilevanti:

  • Controllo delle alluvioni e dissesto idrogeologico: 46,8 miliardi di euro.

  • Fruizione ricreativa della natura e turismo: 8,4 miliardi di euro.

  • Impollinazione agricola: 1,9 miliardi di euro.

  • Fornitura idrica: 1,3 miliardi di euro.

A fronte di un investimento annuo stimato in circa 261 milioni di euro per realizzare gli interventi di ripristino degli ecosistemi terrestri, i benefici diretti e indiretti generati ammontano a circa 2,4 miliardi di euro all’anno: un rapporto costi-benefici pari a quasi 9 a 1.

Al contrario, l’inerzia e l’assenza di interventi potrebbero causare all’Italia una perdita cumulata di circa 60 miliardi di euro entro il 2050.

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Turismo, borghi e citta: come cambia la pianificazione del territorio

Il recupero della biodiversita si riflette direttamente sulla vivibilita dei centri urbani e sull’attrattivita turistica dei territori italiani, in particolare delle aree interne e dei piccoli comuni.

Come approfondito nel portale del Touring Club Italiano, la qualità del paesaggio e un fattore determinante per la competitivita delle destinazioni.

Un territorio caratterizzato da ecosistemi compromessi o degradati perde progressivamente valore e capacita di accoglienza.

Gli interventi richiesti dalla normativa europea spaziano su diverse scale:

  1. Ecosistemi urbani e depavimentazione: le direttive chiedono di arrestare la perdita di superfici verdi urbane, promuovendo interventi di desigillatura dei suoli cementificati (depavimentazione), piantumazione di alberi e creazione di trincee filtranti per la gestione delle acque piovane.

  2. Fiumi e zone umide: la riqualificazione dei corsi d’acqua restituisce dinamismo naturale ai bacini idrografici e riduce i rischi di esondazione.

  3. Sentieristica e turismo di fruizione: la rinaturalizzazione dei paesaggi rurali e collinari migliora la fruibilita per i camminatori e gli amanti del turismo lento.

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Il progetto Obiettivo ripristino natura e la consultazione pubblica

Per seguire da vicino la stesura del Piano e stimolare un’attuazione ambiziosa delle direttive comunitarie, Lipu, Touring Club Italiano e WWF Italia hanno lanciato la campagna comune Obiettivo ripristino natura, sostenuta da Fondazione Cariplo all’interno del programma Nature Calling.

Le associazioni sottolineano come la fase consultiva sia un momento essenziale per evitare che l’adempimento normativo si traduca in una procedura puramente burocratica.

Come evidenziato dai comunicati ufficiali di WWF Italia, e indispensabile che cittadini, amministratori locali e tecnici contribuiscano all’individuazione delle priorita d’intervento territoriali.

Per partecipare attivamente alla consultazione pubblica e offrire il proprio contributo alla redazione del Piano nazionale di ripristino, e possibile accedere alla piattaforma governativa dedicata registrandosi con SPID, CIE o CNS, come ricordato dalla guida del Touring Club Italiano.

infografica piano nazionale ripristino natura italia

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