Da spezia d’Oriente al Natale: la storia piccante dello Zenzero

Un'immagine natalizia con un libro dei fratelli Grimm, dei biscotti allo zenzero e una zenzero

Chiudete gli occhi e immaginate il profumo del Natale.

Probabilmente sentirete l’odore degli aghi di pino, della cannella e, immancabilmente, quella nota pungente, fresca e leggermente limonata dello zenzero.

Ma vi siete mai chiesti come ha fatto una radice nodosa, che cresce nel clima caldo e umido dell’Asia sud-orientale, a diventare il simbolo indiscusso del freddo Natale occidentale?

La risposta è un mix affascinante di storia, chimica e… favole.

Un lusso da Re (e da Crociati)

La storia d’amore tra l’Europa e lo zenzero inizia molto prima di Babbo Natale.

Dobbiamo tornare all’epoca delle Crociate.

Furono i cavalieri di ritorno dal Medio Oriente a portare in Europa questa spezia esotica, acquistata lungo la Via della Seta.

Nel Medioevo, lo zenzero non era solo un ingrediente; era uno status symbol.

Curiosità Storica: Nel XV secolo, mezzo chilo di zenzero valeva quanto una pecora. Avere biscotti allo zenzero sulla tavola significava letteralmente dire ai propri ospiti: “Siamo incredibilmente ricchi”.

I monaci medievali furono i primi a incorporare lo zenzero nel panpepato (il precursore del gingerbread), usandolo per creare impasti scuri, densi e molto speziati che venivano modellati in forme religiose di santi e angeli per le festività invernali.

E le altre tradizioni natalizie dove sono nate?

La regina Elisabetta I e i fratelli Grimm

Se lo zenzero è arrivato grazie ai mercanti, la sua forma iconica la dobbiamo a due momenti culturali ben precisi:

  • L’Omino di Pan di Zenzero (XVI Secolo): Si narra che la regina Elisabetta I d’Inghilterra sia stata l’inventrice dell’omino di pan di zenzero. La sovrana chiedeva ai suoi pasticceri di creare biscotti con le sembianze dei dignitari stranieri e dei corteggiatori che venivano a farle visita. Era un modo astuto (e delizioso) di fare diplomazia e satira politica.

  • La Casetta di Pan di Zenzero (XIX Secolo): La tradizione delle casette decorate, invece, esplose in Germania. Sebbene esistessero già forme di pane dolce, fu la pubblicazione di “Hansel e Gretel” dei Fratelli Grimm a scatenare una vera mania. I fornai tedeschi iniziarono a costruire casette elaborate di Lebkuchen (il loro pan di zenzero) per emulare la casa della strega fatta di pane, zucchero e dolciumi.

 

Un'infografica che spiega  la storia dello zenzero e di come è diventato protagonista del Natale

Riscaldamento e digestione

Al di là della moda e del lusso, c’è una ragione pratica e “medica” per cui lo zenzero si consuma d’inverno.

Nel Medioevo e nel Rinascimento, la medicina si basava sulla teoria degli umori.

L’inverno era considerato una stagione “fredda e umida”.

Per bilanciare il corpo e prevenire i malanni, bisognava assumere cibi “caldi e secchi”.

Ecco perché lo zenzero era perfetto:

  • Effetto Termogenico: Lo zenzero contiene gingerolo, una molecola che, simile alla capsaicina del peperoncino, stimola la circolazione e crea una sensazione di calore interno. Era l’antidoto perfetto al gelo di dicembre.

  • Aiuto Digestivo: I banchetti natalizi sono sempre stati pesanti e ricchi di grassi. Lo zenzero è un potente digestivo naturale (calma la nausea e aiuta lo stomaco), rendendolo l’ingrediente ideale per chiudere un pasto pantagruelico senza stare male.

Quando è diventato “Pop”?

Mentre in Nord Europa (soprattutto in Germania, Inghilterra e Scandinavia) lo zenzero è il re del Natale da secoli, in Italia la sua associazione stretta con il 25 dicembre è più recente, frutto della globalizzazione culturale degli ultimi decenni.

Tuttavia, anche noi avevamo i nostri antenati speziati: il Panforte di Siena o il Pampepato, ricchi di spezie orientali, raccontano la stessa storia di antiche rotte commerciali e inverni riscaldati dal sapore dell’Oriente.

Oggi, quando mordete un biscotto allo zenzero, non state solo mangiando un dolce.

State assaporando un pezzo di storia che unisce la medicina medievale, le fiabe tedesche e i capricci di una regina inglese, il tutto avvolto in un aroma che sa, inequivocabilmente, di festa.

 

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