Guida pratica per costruire un tutore muschiato fai da te per Monstera deliciosa, Pothos e altre rampicanti

un guida con immagine per la creazione fai da te di un tutore per monstera

Come appassionati di piante e fai da te, ci teniamo a farti una premessa fondamentale: c’è una grande differenza tra i tutori che trovi in negozio e quello che stiamo per costruire.

Quelli commerciali sono spesso tubi di plastica ricoperti di fibra di cocco: sono ottimi per sostenere fisicamente la pianta, ma restano secchi.

Quello che faremo noi contiene sfagno: trattiene l’umidità e incoraggia le radici aeree della Monstera a entrarci dentro e nutrirsi, trasformandosi in vere radici.

Materiale necessario

Tutto reperibile in un centro di giardinaggio o ferramenta ben fornito:

  1. Rete metallica plastificata (o rete in plastica rigida): a maglie quadrate di circa 1 cm. Deve essere abbastanza rigida da stare in piedi da sola una volta arrotolata.

  2. Sfagno disidratato (di alta qualità): è un muschio che trattiene fino a 20 volte il suo peso in acqua.

  3. Fascette da elettricista (piccole, trasparenti o nere).

  4. Tronchesi (per tagliare la rete).

  5. Guanti (consigliati).

  6. (Opzionale ma consigliato): Un tubo in PVC sottile forato o una bottiglia di plastica bucherellata da inserire al centro per facilitare l’annaffiatura interna.

Procedimento passo dopo passo

1. Prepara lo sfagno

Metti lo sfagno secco in una bacinella d’acqua per circa 10-15 minuti.

Una volta reidratato, strizzalo bene (come una spugna) per togliere l’acqua in eccesso.

Deve essere umido, non fradicio.

2. Taglia la rete

Decidi l’altezza e il diametro del tuo tutore. Taglia un rettangolo di rete.

  • Altezza: Calcola l’altezza della pianta + 20 cm che andranno interrati.

  • Larghezza: Quanto basta per creare un cilindro di circa 6-8 cm di diametro.

3. Crea il “letto” di muschio

Stendi la rete su un tavolo piano.

Distribuisci lo sfagno strizzato in modo uniforme su tutta la superficie della rete, lasciando liberi solo gli ultimi 15-20 cm in basso (la parte che andrà nella terra, altrimenti lo sfagno marcirebbe a contatto costante con il terriccio bagnato).

Lo strato di sfagno deve essere compatto e spesso circa 2-3 cm.

4. Chiudi il cilindro

Questa è la parte che richiede un po’ di manualità.

Arrotola la rete su se stessa con lo sfagno all’interno, creando un “salamotto”.

Usa le fascette da elettricista per cucire insieme i due bordi della rete lungo tutta l’altezza. Stringi bene e taglia l’eccesso delle fascette.

Come inserirlo nel vaso con la Monstera

Il momento migliore per inserire il tutore è durante il rinvaso, così eviti di danneggiare le radici esistenti infilandolo alla cieca.

  1. Posiziona il tutore nel vaso vuoto.

  2. Inserisci la Monstera. Attenzione all’orientamento: la Monstera ha un “fronte” (dove escono le foglie) e un “retro” (dove escono le radici aeree). Il tutore va posizionato contro il retro, in modo che le radici aeree tocchino subito il muschio.

  3. Riempi con il terriccio (il mix “aroid” di cui parlavamo prima) bloccando bene il tutore.

  4. Usa del nastro per piante (o strisce di velcro da giardinaggio) per legare delicatamente il fusto della Monstera al palo, guidando le radici aeree verso le maglie della rete.

Scopri qui tutto sulla cura della Monstera deliciosa

Inserimento del Pothos con il tutore

Il Pothos (Epipremnum aureum) è il compagno ideale per un tutore muschiato: sebbene sia spesso coltivato come ricadente, in natura è un rampicante instancabile.

Quando viene guidato verso l’alto, le sue foglie tendono a diventare sensibilmente più grandi e cuoiose.

A differenza della Monstera, il Pothos ha spesso molti fusti che partono dalla base del vaso.

Per ottenere un effetto “colonna verde” pieno e armonioso, segui questi passaggi:

  1. Distribuzione a raggiera: Durante il rinvaso, posiziona il tutore al centro del vaso e disponi le piantine di Pothos tutto intorno alla base del palo, non solo su un lato.

  2. Fissaggio dei nodi: Il segreto del Pothos sta nei “nodi” (i punti da cui escono le foglie e le radici aeree). Appoggia i fusti al muschio umido e usa delle graffette a “U” (fatte con fil di ferro dolce) per fissare i nodi direttamente contro lo sfagno. Questo contatto ravvicinato “ingannerà” la pianta, spingendola a far penetrare le radici nel tutore in pochissimi giorni.

  3. L’effetto foresta: Man mano che i tralci crescono, non lasciarli pendere: avvolgili a spirale attorno al tutore, fissandoli man mano. In breve tempo, le radici aeree diventeranno veri e propri ancoraggi e vedrai spuntare foglie sempre più maestose, che risaliranno il Moss Pole proprio come farebbero sul tronco di un albero nella giungla.

Scopri in questo articolo tutto sulla cura del Pothos

Manutenzione: il segreto è l’umidità

Un Moss Pole secco è inutile.

Devi mantenerlo umido.

Invece di bagnare solo il terriccio, versa l’acqua direttamente sulla cima del tutore.

L’acqua scenderà attraverso lo sfagno, idratando le radici aeree lungo il percorso, e l’eccesso finirà nel vaso bagnando le radici sotterranee.

Vedrai che in poche settimane le radici aeree si “ancoreranno” al muschio e la tua Monstera inizierà a produrre foglie notevolmente più grandi e il Pothos farà le foglie sempre più grandi e bucate!

 

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