Calla: come si cura e consigli pratici

Calla in fiore in vaso

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La Calla (Zantedeschia aethiopica), appartenente alla famiglia delle Araceae, è l’emblema per eccellenza dell’eleganza e della raffinatezza.

Caratterizzata da grandi foglie a cuore e da inconfondibili infiorescenze avvolte da una spata candida o colorata, è una pianta rizomatosa perfetta per abbellire sia gli interni luminosi sia i balconi e terrazzi.

Lo sapevi che?

  • Il fiore che ammiriamo non è un singolo petalo: la parte colorata è in realtà una foglia trasformata chiamata “spata”, che avvolge e protegge il vero fiore, ovvero lo stelo giallo centrale detto “spadice”.

  • Il nome Zantedeschia rende omaggio al botanico e medico italiano Giovanni Zantedeschi, che la studiò approfonditamente nell’Ottocento.

  • Nel linguaggio dei fiori simboleggia la purezza, la maestosità e la rinascita, motivo per cui è tradizionalmente utilizzata nei bouquet da sposa e durante le cerimonie più importanti.

Esigenze di luce

Come posizionarla

La Calla necessita di una grande quantità di luce per sviluppare i propri fiori e mantenere il fogliame compatto, ma non tollera i raggi diretti del sole estivo nelle ore più calde.

Indicazioni pratiche

  • In casa: posizionare in un ambiente molto luminoso, ideale vicino a una finestra orientata a Est o Ovest dotata di una tenda leggera.

  • All’aperto: mezz’ombra luminosa. Un’esposizione dove riceve il sole del mattino garantirà fioriture generose senza bruciare le spatali.

  • Segnali dalle foglie: se gli steli diventano lunghi, deboli e tendono a piegarsi, la luce è insufficiente; se compaiono macchie secche e imbrunite, il sole sta scottando i tessuti.

Annaffiatura

Come capire quando bagnare

Durante la fase di crescita attiva e fioritura, la Calla ama un terriccio costantemente fresco e leggermente umido, senza però arrivare al ristagno che farebbe marcire il rizoma sottostante.

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Linee guida utili

  • Frequenza: 2–3 volte a settimana in primavera ed estate. Sospendere o ridurre al minimo durante il periodo di riposo vegetativo estivo o invernale, quando le foglie ingialliscono spontaneamente.

  • Metodo: bagnare direttamente il terreno attorno al cespo evitando di versare l’acqua all’interno del calice delle foglie o sopra le spatali.

  • Attenzione: svuotare sempre il sottovaso dopo 15-20 minuti dall’irrigazione per prevenire l’asfissia radicale.

infografica cura calla fiore

Temperatura

La Calla preferisce climi miti e temperature comprese tra i 15°C e i 22°C.

Teme fortemente le gelate e le temperature al di sotto dei 5°C: se coltivata in vaso all’esterno, va riparata in casa o in serra fredda prima dell’arrivo del gelo invernale.

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Concimazione

Dalla comparsa dei primi getti fino al termine della fioritura, somministrare un concime liquido per piante da fiore, ricco di potassio e fosforo, ogni 15 giorni.

Sospendere del tutto la concimazione quando la pianta entra nella fase di riposo.

Rinvaso

Il rinvaso si effettua a fine riposo vegetativo (fine inverno o inizio primavera a seconda della varietà).

Utilizzare un vaso capiente con terriccio universale di qualità, ricco di sostanza organica e ben drenato con un’aggiunta di perlite o sabbia sul fondo.

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Problemi comuni e soluzioni

Marciume del rizoma

Si manifesta con steli che diventano molli e neri alla base e un cattivo odore dal terriccio.

Soluzione: sospendere subito l’acqua, svasare la pianta, tagliare le parti marce del rizoma, disinfettare con polvere di carbone vegetale e rinvasare in terriccio asciutto e drenante.

Foglie ingiallite prima del tempo

Spesso causate da un eccesso d’acqua o da un drenaggio insufficiente nel vaso.

Soluzione: diradare le annaffiature e verificare che i fori del vaso non siano ostruiti.

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Cocciniglia o Afidi

Piccoli parassiti che attaccano la pagina inferiore delle foglie o la base degli steli.

Soluzione: pulire le foglie con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e sapone di Marsiglia o utilizzare un insetticida naturale a base di olio di neem.

La termogenesi: il segreto caldo del calice

Le Calle nascondono un fenomeno botanico affascinante e poco noto chiamato termogenesi.

Durante la fase di impollinazione, lo spadice è in grado di produrre calore metabolico, aumentando la propria temperatura interna di diversi gradi rispetto all’ambiente circostante.

Questo processo serve a diffondere nell’aria gli oli essenziali e le sostanze aromatiche della spata, attirando gli insetti impollinatori anche a grandi distanze e garantendo la sopravvivenza della specie nei sottoboschi più fitti.

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Il segreto della Redazione di Giungla Urbana: il riposo “a secco” per fioriture esplosive

In redazione abbiamo notato che il motivo principale per cui le Calle smettono di fiorire negli anni successivi all’acquisto è la mancanza del corretto riposo vegetativo.

Noi applichiamo questo metodo testato: quando a fine fioritura le foglie iniziano naturalmente a ingiallire, smettiamo gradualmente di bagnare finché la parte aerea non si secca del tutto.

A quel punto lasciamo il vaso in un luogo fresco, buio e asciutto per circa 2 o 3 mesi, lasciando che il rizoma “dorma” e accumuli tutte le sue energie.

Quando riprendiamo le irrigazioni a fine inverno, la pianta risponde con una cacciata di steli e fiori incredibilmente più vigorosa.

Curiosità botaniche

Non tutte le Calle sono uguali: la classica Zantedeschia aethiopica a fiori bianchi ama i terreni molto umidi (cresce anche sulle sponde dei laghetti) e fiorisce principalmente in primavera, mentre le Calle colorate (ibridi come la Zantedeschia rehmannii o elliottiana) sono piantagioni estive con rizomi che richiedono un terreno molto più asciutto e drenato per non marcire.

Consiglio del botanico

Quando dovete recidere una spata fiorita per metterla in vaso o quando volete eliminare un fiore sfiorito, non usate le forbici: afferrate lo stelo alla base e tirate verso l’alto con un colpo secco e deciso.

In questo modo lo stelo si staccherà pulito dal rizoma senza lasciare residui vegetali che marcendo all’interno della rosetta potrebbero danneggiare la pianta.

Nome scientifico e comune

Nome scientifico: Zantedeschia aethiopica (per la Calla bianca comune).

Nome comune: Calla, Giglio dell’Nilo o Aro d’Etiopia.

Origine e habitat naturale

Nonostante il nome scientifico richiami l’Etiopia, la Calla è originaria delle regioni meridionali dell’Africa, in particolare del Sudafrica.

Nel suo ambiente naturale cresce spontaneamente in aree acquitrinose, lungo i corsi d’acqua e nelle depressioni del terreno che si allagano durante la stagione delle piogge, alternando periodi di grande umidità a fasi di secca stagionale.

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