Abbiamo già avuto occasione di parlare di un interessante progetto che ha preso vita nel 2020 nell’Île de France (la regione di Parigi).
La fattoria urbana di Parigi che cambierà il mondo
Oggi, questa spinta verso il green fa parte di una strategia più ampia chiamata “Parisculteurs”, che mira a coprire 80 ettari di superfici urbane con vegetazione entro il 2026, trasformando radicalmente il volto della capitale.
Si chiama Nature Urbaine ed è la più grande fattoria metropolitana del mondo: occupa uno spazio di ben 14.000 m2 sui tetti dei padiglioni dell’area fieristica Expo Porte di Versailles ed è in grado di produrre 1.000 kg di frutta e verdura al giorno.
Nel 2024, il sito continua a rappresentare un hub centrale per la biodiversità, ospitando eventi internazionali come il Salone della Biodiversità e confermandosi un modello di resilienza alimentare unico in Europa.
Ma non è di certo l’unico.
Progetti simili si stanno diffondendo, con il duplice obiettivo di contrastare gli effetti del riscaldamento globale – attraverso la creazione di isole di frescura contro le ondate di calore – e di lavorare per una maggiore autonomia alimentare della regione.
Scopriamone insieme alcuni.
Lo zafferano di Parigi
Nel 2017, le quattro sorelle Du Bessey hanno creato BienÉlevées: si tratta di una fattoria urbana dedicata esclusivamente alla coltivazione del Crocus sativus, meglio noto come zafferano.
Tutto ciò di cui questa pianta ha bisogno è perfettamente riproducibile sui tetti della città: poca terra, sole e acqua sono sufficienti per produrre in casa una delle spezie più pregiate al mondo, svincolandosi dalle massicce importazioni da Iran e India.
Per coinvolgere maggiormente la comunità, la fattoria ha recentemente introdotto laboratori stagionali di raccolta, permettendo ai cittadini di scoprire i segreti dell'”oro rosso” parigino direttamente sopra i tetti del 13° arrondissement.
Una fattoria sotterranea…
E che dire dell’ambizioso progetto della società Cycloponics?
Sono riusciti a dar vita ad una fattoria urbana persino nei sotterranei inutilizzati di un complesso di edilizia popolare del XVIII secolo a Parigi!
Ben 3.600 m² di colture sotterranee (tra cui ravanelli, funghi, porri), costantemente illuminati dai LED per sopperire alla mancanza della luce del sole.
Conosciuta oggi con il nome di “La Caverne”, questa struttura è stata confermata nel 2024 come la più grande fattoria biologica sotterranea della città, con una produzione annua che punta alle 50 tonnellate di ortaggi freschi distribuiti a chilometro zero.
Una volta pronti, vengono venduti a piccoli negozi di alimentari e cooperative biologiche della zona. Completano il progetto una serie di laboratori didattici sul tema.

…e una serra verticale
Chiudiamo questa breve panoramica con la serra verticale di Romainville, nel cuore di Seine-Saint-Denis.
Nata nel 2021 con l’aiuto di importanti sussidi statali, è dotata di due torri (per uno spazio totale di oltre 1.000 m²) e produce una grande quantità di ortaggi biologici, fiori commestibili e germogli vari.
La speranza è che questi progetti possano moltiplicarsi nel tempo, rendendo le città progressivamente più verdi ed autosufficienti.
Tra il 2024 e il 2025, la Cité Maraîchère ha ulteriormente espanso il suo impatto sociale: il team è cresciuto fino a 26 persone e sono state distribuite oltre 1.400 piante ai residenti per promuovere gli orti domestici.
Il prossimo grande appuntamento è fissato per l’aprile 2026, quando la struttura ospiterà l’evento “48 ore dell’agricoltura urbana”.
Il futuro di Parigi, tuttavia, non si ferma ai tetti e ai sotterranei: nel giugno 2024 è stata inaugurata a Place de Catalogne la prima vera “foresta urbana” della città, un’oasi di 4.000 m² con 500 alberi.
Questo nuovo paradigma segna il passaggio da semplici fattorie produttive a veri e propri ecosistemi forestali integrati nel tessuto urbano.

