Food Forest di Partinico: il sogno della Comunità del Cambiamento Slow Food diventa realtà

frutteto mele partinico

Hai mai sentito parlare di Comunità del cambiamento?

È un’interessante iniziativa di Slow Food, nata per favorire un cambiamento nei sistemi alimentari locali, attraverso l’adozione di pratiche più sostenibili e inclusive nell’ambito di progetti collettivi.

E la prima Comunità del cambiamento sta vedendo la luce proprio in questo periodo a Partinico, in provincia di Palermo.

Il progetto, lanciato ufficialmente nel 2020, ha segnato una svolta storica: è stata infatti la prima iniziativa di questo tipo in Italia, sostenuta dal Resilience Fund di Slow Food e da partner internazionali come FPT Industrial.

Tutto è partito da un terreno di cinque ettari confiscato alle mafie e dato in gestione alla cooperativa sociale NoE (No Emarginazione), che da anni lavora per l’inserimento lavorativo di portatori di handicap.

Questa ha poi chiesto l’aiuto della cooperativa agricola Valdibella, situata nella vicina Camporeale, per sfruttare al meglio il terreno.

Per rendere concreto questo sogno, è stata fondamentale una straordinaria campagna di crowdfunding sulla piattaforma svizzera Crowd Container, che ha raccolto oltre 60.000 euro grazie al contributo di centinaia di cittadini e sostenitori europei.

Dalla loro collaborazione ha preso vita il progetto food forest, che prevede di trasformare quel terreno in una vera e propria foresta commestibile.

Un inno alla biodiversità

L’idea è di creare qualcosa di simile a una foresta spontanea, dove possano coesistere tranquillamente arbusti, alberi e coltivazioni di diverso genere.

Nel caso di Partinico, l’elemento principale saranno gli alberi da frutto: meli, peri, susini, melograni e, insomma, tutte le varietà più antiche selezionate nei secoli dagli agricoltori siciliani.

Ad oggi, la piantumazione ha superato i 1.500 esemplari.

Oltre alle specie autoctone, il progetto guidato dall’ecologo Rafael da Silveira Bueno ha introdotto con successo varietà tropicali che si adattano al microclima siciliano, come avocado, annona e passiflora (maracuja), creando un ecosistema resiliente e produttivo tutto l’anno.

A questi alberi verranno affiancate alcune varietà tipiche della macchia mediterranea come querce e rose canine, che, insieme a biancospini, corbezzoli, ginestre e mirti, garantiranno nutrimento per gli insetti impollinatori (in particolare le api).

Verrà poi allestito uno spazio per la coltivazione di cereali ed erbe aromatiche, nonché delle siepi frangivento.

Completerà il progetto un biolago per la gestione delle acque reflue fitodepurate.

Questo specchio d’acqua non solo ottimizza le risorse idriche, ma è diventato un rifugio fondamentale per la fauna locale, contrastando attivamente l’inaridimento del suolo.

infografica food forest partinico sicilia

Nuove strade per l’agricoltura

Siamo allora di fronte a un modo nuovo di intendere l’agricoltura: oggi, il 70% del territorio siciliano è a rischio desertificazione principalmente a causa delle aree coltivate con il metodo intensivo, che impoverisce il suolo.

Nella food forest di Partinico si lavorerà in tutt’altro modo, puntando sulla biodiversità per rispettare al meglio le risorse del terreno e minimizzare il consumo idrico.

Il modello di business è altrettanto innovativo: grazie alla rete di Crowd Container, i prodotti della foresta vengono venduti direttamente ai consumatori in Sicilia, nel resto d’Italia e persino in Svizzera, eliminando gli intermediari e garantendo un prezzo giusto a chi lavora la terra.

Non solo.

Il progetto avrà anche una forte impronta sociale e, infatti, in tutte le fasi della filiera produttiva (dal campo alla trasformazione della materia prima) saranno coinvolti portatori di handicap e fragili.

Attualmente, la cooperativa NoE impiega 18 dipendenti, di cui 12 con fragilità psichiche o fisiche, dimostrando che un’economia etica e rigenerativa non solo è possibile, ma è anche economicamente sostenibile.

Recentemente, nel marzo 2025, la Food Forest ha ospitato l’evento “Seminare il Futuro”, una giornata di semina collettiva che ha coinvolto centinaia di persone, confermando come questo luogo sia diventato un centro di aggregazione e formazione per tutta la comunità siciliana.

Non ci resta allora che sperare che presto possano sorgere molte altre Comunità del cambiamento come questa.

 

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