Origano: il fungicida naturale che “parla” con le piante. Ecco le nuove scoperte

Primo piano di una pianta di origano

Come abbiamo avuto modo di vedere parlando dei cinque sensi delle piante, molte piante emanano odori anche quando non sono in fiore: basta pensare alle aromatiche come origano, basilico, menta…tutte contraddistinte da un intenso profumo.

E la motivazione è a dir poco sorprendente: gli odori costituiscono infatti dei messaggi ben precisi, che le piante usano per ricavare informazioni dall’ambiente circostante e per comunicare tra di loro.

In altre parole, ci troviamo di fronte a una vera propria lingua vegetale!

Recenti ricerche pubblicate tra il 2024 e il 2025 hanno confermato che questa comunicazione avviene tramite un mix complesso di Composti Organici Volatili (VOCs).

Per chi volesse approfondire le ricerche: 

Non si tratta solo di “parole” isolate, ma di vere e proprie “frasi” biochimiche che variano in base all’intensità dell’attacco subito.

Le piante sono ricoperte da un gran numero di recettori, dalle radici fino alle foglie, che funzionano come dei piccoli “nasi” con i quali recepiscono le molecole volatili (che compongono gli odori) e ne interpretano il significato.

Attualmente, siamo piuttosto lontani da una conoscenza completa della lingua vegetale. Sappiamo però che le piante si scambiano la maggior parte dei messaggi per un motivo ben preciso: avvisarsi a vicenda di eventuali pericoli nelle vicinanze.

Oggi sappiamo che questo fenomeno, chiamato “priming”, permette alle piante sane che ricevono il messaggio di pre-attivare i propri geni di difesa, diventando più resistenti ancora prima di essere colpite dal patogeno.

Il potere dell’origano

Un recente studio ha scoperto che l’origano è in grado di produrre delle molecole volatili che prevengono le infezioni fungine: quando viene attaccato, le rilascia per avvisare le piante vicine del pericolo incombente.

Ma come funziona esattamente questo meccanismo di difesa?

È stato dimostrato che timolo e carvacrolo (sostanze presenti nell’origano) sottraggono elettroni alla membrana che ricopre le cellule dei funghi e ne causano così la rottura. 

Test effettuati sulla vite hanno dimostrato che l’utilizzo di oli essenziali di origano ha ridotto lo sviluppo dei funghi del 95%! E l’origano si è dimostrato efficace anche nel proteggere (tra gli altri) mais, papaya, pomodori, zucca.

Studi del 2025 hanno approfondito il meccanismo molecolare: l’olio essenziale di origano non si limita a rompere le membrane, ma interferisce con il metabolismo dei mitocondri dei funghi e ne regola l’espressione genica, portando le cellule del patogeno a una sorta di “suicidio cellulare” (apoptosi).

Nello studio citato sopra hanno testato su uva e banane, i trattamenti a base di origano hanno ridotto le lesioni causate dalla Botrytis cinerea e dal Fusarium fino al 78%.

Infografica che spiega perché l'origano è un fungicida naturale

Risorsa preziosa

Risultati cosi promettenti fanno sperare che, un giorno, l’origano possa essere impiegato in agricoltura come fungicida naturale.

Si andrebbero così a sostituire i composti chimici attualmente in uso, che inquinano l’ambiente e sono tossici per un gran numero di organismi.

Per non parlare del fatto che i funghi spesso sviluppano resistenza rendendoli inefficaci.

Nuovi studi dovranno adeguatamente approfondire questa possibilità.

Siamo già in una fase avanzata: nel corso del 2025 sono stati testati nuovi sistemi di “consegna” (come le nano-capsule bioderivate) per impedire che l’olio di origano evapori troppo velocemente dopo la pioggia.

L’obiettivo è creare biopesticidi stabili che possano essere integrati nelle strategie di agricoltura rigenerativa e biologica su larga scala.

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