Ad ogni fiore il suo impollinatore: il segreto di colori e profumi per la sopravvivenza

Fiore impollinatore

Sappiamo che i fiori sono uno strumento preziosissimo per la riproduzione delle piante e, di conseguenza, per la loro stessa sopravvivenza.

Fondamentale a tale scopo è la collaborazione dei cosiddetti impollinatori, che, volando di fiore in fiore per nutrirsi del nettare, trasportano il polline da una pianta all’altra.

Questa straordinaria sinergia, chiamata co-evoluzione, è un processo che dura da milioni di anni e garantisce non solo la bellezza dei nostri giardini, ma anche la sicurezza alimentare globale: si stima infatti che circa il 75% delle colture alimentari mondiali dipenda, almeno in parte, dall’impollinazione animale.

Pare che inizialmente i fiori fossero tutti di colore verde, proprio come il resto della pianta, piuttosto anonimi e senza pretese.

Fu solo con la comparsa degli insetti che le piante iniziarono a “investire” in petali colorati per distinguersi nel fitto della vegetazione.

Man mano che il rapporto con gli impollinatori ha iniziato a farsi più stretto, però, le piante sono ricorse a tutto per farsi notare: forma, colore, profumo dei fiori non sono quindi frutto del caso, ma fanno parte di una strategia ben precisa.

Insomma, a ogni fiore il suo impollinatore!

Api, bombi e vespe

Rappresentano senza dubbio la più grande famiglia di insetti impollinatori.

Dal momento che riescono a vedere la luce ultravioletta, sono attratti dai fiori di colore giallo, blu e soprattutto dalle diverse sfumature del colore viola.

Alcune piante, poi, presentano fiori striati oppure ricoperti di puntini (in base alle preferenze dell’impollinatore di riferimento): anche questi disegni non sono casuali, ma hanno lo scopo ben preciso di indirizzare gli insetti verso il nettare.

Questi segnali visivi sono chiamati “guide del nettare” e funzionano come vere e proprie piste di atterraggio visibili solo a chi può percepire gli UV.

I bombi ad esempio sono attratti dalle forme tondeggianti.

Pertanto, le piante che si rivolgono a loro per l’impollinazione hanno spesso fiori ricoperti di puntini, piccoli nella parte più esterna e via via più grandi nella parte centrale: è il caso di una varietà di giglio, chiamata Tricyrtis hirta, dai fiori bianchi puntinati di viola.

Recenti studi indicano inoltre che le api sono in grado di percepire persino i deboli campi elettrici emessi dai fiori, usandoli per capire se un fiore è stato appena visitato da un’altra ape e se le riserve di nettare sono temporaneamente esaurite.

Farfalle

Le farfalle sono attratte dai fiori di colore rosa e giallo, ma seguono principalmente il loro olfatto e prestano più attenzione al profumo.

Le piante che si fanno impollinare dalle farfalle presentano allora fiori dal profumo dolce e intenso.

Generalmente, hanno forma tubulare: il nettare si trova in fondo, dove appunto solo le farfalle con la loro proboscide possono arrivare.

A differenza delle api, le farfalle hanno bisogno di ampie superfici di appoggio per posarsi comodamente mentre si nutrono, motivo per cui preferiscono spesso infiorescenze piatte o a ombrello.

Mosche

Alcune piante si servono di un impollinatore meno tradizionale…

Un esempio clamoroso è dato dal fiore della Rafflesia arnoldii (che detiene anche il record di fiore più grande del mondo): ha un colore rosso scuro e un odore che non ci aspetteremmo mai da un fiore, poiché ricorda quello della carne in putrefazione.

In questo modo, infatti, riesce ad attrarre una specifica tipologia di mosche, normalmente dedite a svolazzare intorno alle carcasse degli animali.

Non è l’unico caso: anche molte orchidee e la famosa “pianta cadavere” (Amorphophallus titanum) utilizzano questa strategia di inganno olfattivo. È interessante notare che anche il cacao dipende quasi esclusivamente dalle mosche (nello specifico, piccoli moscerini del genere Forcipomyia) per la sua impollinazione.

Uccelli

Chiudiamo questa panoramica dei principali impollinatori con gli uccelli.

Alcuni di loro, come i colibrì, svolgono egregiamente questa funzione.

Sono attratti dai colori accesi e soprattutto dal rosso e dall’arancione. Non hanno un olfatto molto sviluppato e, quindi, le piante che si affidano a loro presentano fiori dai colori vivaci e dal profumo tenue.

Spesso, hanno una corolla allungata che funge da punto di appoggio per gli uccelli. È il caso ad esempio della Sterlitzia.

In molti fiori impollinati dagli uccelli, il nettare è particolarmente abbondante ma diluito, perfetto per soddisfare l’alto fabbisogno energetico di questi instancabili volatori.

Mammiferi

Vengono spesso dimenticati, ma anche tra i mammiferi esistono degli abili impollinatori… come i pipistrelli e alcuni piccoli roditori o primati (come i lemuri in Madagascar).

I pipistrelli, in particolare, sono fondamentali per molte piante tropicali e desertiche, tra cui l’agave (da cui si ricava la tequila) e il baobab.

Poiché i pipistrelli agiscono di notte, i fiori che si affidano a loro sono tipicamente di colore bianco o pallido per risaltare nel buio, hanno un odore molto forte e muschiato e producono grandi quantità di polline proteico.

infografica che spiega quali insetti e animali impollinano i fiori

Perché questo equilibrio è a rischio?

Oggi, a causa dei cambiamenti climatici e dell’uso massiccio di pesticidi, molti di questi impollinatori sono in declino.

Proteggere la diversità dei fiori nei nostri giardini o balconi, scegliendo varietà locali e stagionali, non è solo un piacere estetico, ma un aiuto concreto per preservare questo incredibile spettacolo della natura.

 

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